St. Denis news

26 agosto 2006

"Buono come il pane..." a Plau il 17 settembre


Domenica 17 settembre nel villaggio di Plau e nella vicina area verde attrezzata si tiene "Buono come il pane... - I pani e i prodotti di nicchia della Valle d'Aosta", un'occasione unica per gustare i pani dei diversi paesi valdostani, dal profumato pane nero di segala lievitato con lievito naturale, un tempo cotto una volta all’anno nei forni dei villaggi, al dolce e morbido "mécoulin" di Cogne, alla maschera dolce, alla "flantse", alle focacce al timo di Saint-Denis e Verrayes.
La locandina della manifestazioneMa non solo: il companatico, altrettanto speciale, sarà costituito da prodotti di nicchia poco noti ma meritevoli di essere conosciuti: i formaggi di capra della zona della media Valle, la toma della Valle del Lys, il "salignun" (ricotta aromatizzata alle erbe di montagna), i mieli, le confetture biologiche, i biscotti tradizionali (i "torcetti", i biscotti di mais, di castagne, di noci e di segala), il prosciutto di Bosses, il raro olio di oliva della bassa Valle e l'olio di noce, la "brossa" (derivato della lavorazione del latte dal sapore acidulo), il nuovo e particolare formaggio erborinato "Bleu d'Aoste", i particolarissimi aceti di lampone e di mirtillo ed i piccoli frutti locali.
Il tutto sarà annaffiato da una selezione dei migliori vini "Doc" della valle, presentati soprattutto da piccoli raffinati produttori ed infine saranno presentate tisane ed altri prodotti a base di erbe officinali. Sarà anche possibile essere accompagnati in degustazioni guidate di pani, formaggi, mieli e vini, da esperti assaggiatori e da sommeliers, oltre ad assistere a dimostrazioni di preparazione e cottura del pane, a cura della "Associazione valdostana dei panificatori", in collaborazione con la Pro loco di Saint-Denis, e visitare i villaggi vicini.
La manifestazione è organizzata dall'associazione "Lo Van - turismo rurale in Valle d'Aosta" che è nata nel maggio 2004, su iniziativa di alcune donne che hanno partecipato al corso "T.R.A.S.F.O.R.M.A.R.E. 3 - Turismo Rurale: Azioni di sistema al Femminile per Orientare, Ricercare, Migliorare, Attivare una Rete di Esperienze" finanziato dal "Fondo Sociale Europeo" con la "Confederazione Italiana agricoltori" e l'Assessorato all'agricoltura della Regione Valle d'Aosta tra gennaio e ottobre 2003.
Una festa per la gastronomia della Valle d'AostaL'attività dell'associazione è caratterizzata dalla sinergia con gli "attori locali", che sono partecipi sia della progettazione sia della realizzazione delle attività proposte. Oltre alla collaborazione con il Comune di Saint-Denis, "Lo Van" lavora anche con diverse Pro loco, associazioni culturali, scuole e privati: ad esempio, dal 2004, vengono realizzate per l'Azienda di informazione ed accoglienza turistica "La Porta della Vallée", giornate a tema dedicate alla scoperta del territorio in tutti i suoi aspetti, che hanno sempre riscosso buoni risultati.
La filosofia dell'associazione "Lo Van" consiste nel proporre al visitatore un approccio che vada al di là del turismo cosiddetto "mordi e fuggi", favorendo l'incontro e lo scambio, non solo economico, tra visitatori, turisti ed abitanti ed offrendo loro possibilità di crescita reciproca.

Per ulteriori informazioni si ci può rivolgere direttamente all'associazione, in frazione Mellier, 6 a Champorcher, telefonando al numero 347.661.3014 o scrivendo un e-mail a lovan.vda@libero.it.

10 agosto 2006

A Cly per un film tv una storia di streghe e di "secret".


Due streghe a Cly (foto di Gianni Chizzo)Nel febbraio del 2005 è andato in onda negli spazi RaitreVdA uno sceneggiato in sei puntate ambientato presso il Maniero di Cly di Saint Denis. Il regista Angelo Bonfadini, letto l’avvicente saggio La stregoneria nella Valle d’Aosta medioevale (edito da Musumeci, Aosta) contattò gli autori Silvia Bertolin e Ezio Gerbore e presentò loro una sceneggiatura liberamente tratta dal testo. Nasce Secret, una fiction che ha dato vita alle inquietanti pagine dedicate ai processi contro le streghe valdostane. Attori della produzione sono stati gli allievi della scuola di recitazione aostana Skené, presieduta da Paola Corti che abbiamo apprezzato nel ruolo di una strega protagonista.
Una particolare immagine del Castello di Cly (foto di Gianni Chizzo)Per la scuola Skené non è la prima esperienza con la cinepresa. L’attrice Paola Corti spiega: «Gli allievi hanno già partecipato più volte a set di film o soap-opera; sono state esperienze che hanno spronato ed incentivato i ragazzi, anche con un po’ di emozione… E’ stato anche interessante recitare in patois; forse, l’unica difficoltà è stata mantenere l’equilibrio col gran vento che soffiava a Cly!». La tematica delle streghe di questi tempi ricorre spesso con tono favolistico, ma che idea si è fatta interpretando reali testimonianze di guaritrici arse al rogo? «Stregoneria e diabolica sono temi intriganti - risponde Paola Corti - ma la strega va portata fuori dallo stereotipo. Erano donne forti, interessanti, scomode, bollate e scartate… Per solidarietà mi sono iscritta al “Club delle streghe” di una casa editrice romagnola!».
Lo storico medioevalista Ezio Gerbore spiega il significato del termine “secret” in Valle d'Aosta: «I secret sono formule, sorte di preghiere, per togliere malattie. Luogo comune era però quello di credere che chi avesse il poter di guarire, potesse anche provocare il male, ossia il “maleficio”».
Troviamo dunque anche notizie di persecuzione contro la stregoneria. «Nel 1419 - continua Gerbore - giunge in Valle il vescovo savoiardo Oger Moriset, segretario dell’antipapa, che iniziò a ricercare con visite pastorali chi potesse venir sospettato di eresie e soprattutto le donne che praticano la guarigione».

Ecco infine, un eccezionale documento storico: un breve secret che una strega di Saint-Denis usava recitare contro l’influenza e che, suo malgrado, dovette rivelare oppressa dalle torture degli inquisitori.
«Terra mayre que fy stes herbes e flours, ostes lo mal a celluy qui ha la dolour». («Terra madre che fai crescere piante e fiori, togli il male a quelli che han dolori»)

Nathalie Dorigato

09 agosto 2006

Un migliaio di presenze a "Il medioevo alla corte di Cly"


Passione per le atmosfere medioevali?
Desiderio di evasione dalla contemporaneità meccanizzata?
Curiosità per un'iniziativa atletico-gastronomica?
Rievocazione della quotidianità medioevale all'ombra del Castello di Cly (foto di Mirko Chizzo)Solo questione di gusti o punti di vista, perché i numeri parlano chiaro: un migliaio di persone hanno preso parte alla manifestazione "Il Medioevo alla corte di Cly", che si è svolta domenica 6 agosto a Saint-Denis, arroccato intorno al Maniero medioevale di Cly.
Organizzata dall'Associazione Culturale "Il Maniero di Cly", l'Amministrazione Comunale e la Pro Loco Château de Cly, la festa medioevale da diversi anni ormai persegue l'intento di valorizzare il sito medioevale di Cly e l'accogliente e caratteristico borgo di Saint-Denis.
E così, al confine temporale tra fiaba e ricostruzione storica, durante il pomeriggio del 6 agosto si è potuto visitare il castello dei Signori di Cly addobbato a festa con stendardi colorati e rivitalizzato dalla presenza di cavalieri in armatura, contadini in abiti semplici, monaci in saio e, verso sera, presunte streghe...
Una Saint-Denis d'antan (foto di Mirko Chizzo)Sfilate di gruppi storici, accampamenti di armigeri e arceri hanno attirato la curiosità e hanno sbalzato indietro nel tempo bimbi e genitori accorsi, che avevano la possibilità di cimentarsi nei giochi e nei mestieri antichi. Non sono mancati artisti e giocolieri con trampoli ad allietare il pubblico con tanta musica e giochi di abilità. E chi ha avuto coraggio si è rivolto al gruppo di inquisitori che ha proposto un assaggio di torture tipiche del Medioevo: con i ferri e la frusta il boia ha dato una dimostrazione di ciò che accadeva alle streghe incappate nelle maglie della Santa Inquisizione.
Turisti e residenti hanno approfittato con gusto e soddisfazione della cucina tipica (foto di Mirko Chizzo)Tra duelli e tiri con l'arco si è fatto il tramonto e un languorino allo stomaco si è fatto sentire. Niente paura, perché gli abitanti dei villaggi di Saint-Denis si sono organizzati per ospitare la cena itinerante, alla scoperta della tradizione gastronomica medioevale, sempre accompagnati da musiche e leggende.
Ben duecentocinquanta i commensali pellegrini dispersi per le frazioni, più di duecento pasti serviti alla tensostruttura situata vicino al castello. La giornata di festa si è conclusa con un vero e proprio processo con condanna e rogo della strega e con un suggestivo spettacolo di giocolieri, musici e mangiafuoco.


Nathalie Dorigato

08 agosto 2006

Il castello di Cly: anche i Savoia lo volevano


Il castello di Cly fotografato a Novembre (immagine di Mirko Chizzo)Il castello di Cly collocato nel medioevo lungo la via Francigena, una delle più importanti strade commerciali e di pellegrinaggio dell'Europa, era il centro dell'omonima signoria che si estendeva dalla Dora sino alle vette delle montagne della Valtournenche. La sua posizione dominante permetteva di osservare buona parte della valle centrale e nello stesso tempo, in caso di necessità, offriva un notevole vantaggio strategico nei confronti di eventuali nemici che intendessero attaccarlo.
Da quando esso compare nella documentazione, risulta appartenere alla famiglia Challant, più precisamente alla branca che da esso prese il nome diventando “de Cly”. In varie occasioni però i Savoia tentarono di impadronirsene, accampando varie scuse, fino a che nel 1376 decisero di impossessarsene realmente, arrivando ad assaltarlo militarmente. Dal momento della conquista i nuovi signori concessero la fortificazione in gestioni a vari castellani, sino al XVI secolo quando decisero di sbarazzarsene definitivamente.
Il Castello di Cly (foto di Irene La Barbera)Da quel momento varie famiglie si succedettero come proprietarie della costruzione, ma se ne occuparono assai poco, cosicché la struttura cadde a poco a poco in rovina, sino a trovarsi nello stato attuale. Con molta preveggenza all’inizio del XX secolo, lo storico valdostano Tancredi Tibaldi, allora sindaco di Saint-Denis, lo acquistò per conto del comune nel cui patrimonio è rimasto sino ad ora. La parte più imponente della costruzione è la torre centrale a pianta quadrata (donjon), datata con sistemi dendrocronologici al 1027. A fianco si trova la cappella sulle cui pareti si possono osservare vaghi resti dell’antica decorazione pittorica realizzata forse nel corso del XIV secolo. L'affresco originario presentava al centro dell'abside semicircolare il Cristo in maestà contornato da stelle ed angeli mentre le restanti pareti presentavano decorazioni floreali.
La fortificazione è contornata da alte mura sulle quali si può ancora scorgere l’intonaco originale. L'area ovest all'interno del perimetro murario era destinata a ricetto, aveva lo scopo cioè di ricevere, in caso di pericolo, le popolazioni della campagna circostante.
Contrariamente a quanto si ritiene in genere, il castello era fornito di acqua corrente, portata all’interno delle mura attraverso delle condutture in tronchi di legno forati ed interrati. Questi prelevavano l'acqua lungo il versante a nord della costruzione e la facevano risalire sino all'interno della cinta muraria.

Ezio Emerico Gerbore

E' possibile visitare il Castello di Cly dopo essersi prenotati telefonando Comune di Saint-Denis al numero 0166.546.055.



Bibliografia
E. E. Gerbore- B. Orlandoni, "Storia del castello, di Cly in periodo sabaudo attraverso l'esame dei conti della castellania", Aosta, 1997
E. E. Gerbore "Castello di Cly", Quart, 2004

04 agosto 2006

Domenica 6 agosto "Il medioevo alla corte di Cly"


Un castello medioevale, dei cavalieri in armatura, dei contadini in abiti poveri, monaci in saio e presunte streghe... Tutto questo e molto altro troverete domenica pomeriggio 6 agosto a Saint-Denis, in un profumo di leggenda, ai piedi del Maniero di Cly.
"Il Medioevo alla corte di Cly" è una manifestazione organizzata dall'Associazione Culturale "Il Maniero di Cly", l'Amministrazione Comunale e la Pro Loco Château de Cly, che da diversi anni ormai persegue l’intento di valorizzare il sito medioevale di Cly e l’accogliente e caratteristico borgo di Saint-Denis.
Cavalieri al Castello di Cly (foto di Mirko Chizzo)A partire dalle 14,30 ci sarà la sfilata di presentazione dei gruppi storici dell'Associazione "Il mastio", mentre il "Gruppo Attacchi Valle d’Aosta" organizzerà dei giri in pony con o senza carrozza per bambini. Alle ore 15 l'accampamento degli armigeri e degli arceri vi riporterà indietro nel tempo con momenti di vita medioevale, in compagnia di artigiani intenti in antichi mestieri. Non mancheranno artisti e giocolieri con trampoli ad allietare il pubblico con tanta musica e giochi di abilità ai quali potranno partecipare grandi e bambini.
Mangiafuoco all'ombra del castello (foto di Mirko Chizzo)Chi avesse gusti forti non potrà far a meno di rivolgersi al gruppo di inquisitori che proporrà un assaggio di torture tipiche del Medioevo; con i ferri e la frusta il boia darà una dimostrazione di ciò che accadeva alle streghe incappate nelle maglie della Santa Inquisizione. Alle 16 avverrà il torneo degli arceri con dimostrazioni di tiro di guerra; ci sarà la possibilità di cimentarsi con l'arco seguiti da un istruttore "Fiarc - Federazione italina tiro con l'arco". Alle 17 nel cortile del castello il gruppo "I duellanti" si esibirà in duelli con varie tecniche e diverse tipologie di armi. Dopo tante fatiche atletiche alle 18 si darà il via alla cena itinerante, alla scoperta della tradizione gastronomica medioevale, sempre accompagnati da musiche e leggende. Il ritrovo sarà nei dintorni del castello: l’aperitivo sarà servito in località Neplé, gli antipasti e i primi in località Gubioche, per poi riscendere verso il capoluogo per i secondi piatti e concludere nuovamente a Cly per il dessert.
I musici presenti per tutta la giornata (foto di Mirko Chizzo)In caso di maltempo la cena sarà servita nella tensostruttura. Alle 19 ci saranno nuovi tornei di arceri, combattimenti vari nel cortile del maniero, un vero e proprio processo con condanna e rogo della strega. Alle 22,30 si chiuderà la festa con uno spettacolo di giocolieri, musici e mangiafuoco.
A.A.A. Cercasi strega disperatamente!
Per informazioni telefonare al numero 320.366.2853 oppure allo 0166.546.055.

Nathalie Dorigato

03 agosto 2006

Il circolo vizioso dei territori di montagna


Tratto da:


Esiste davvero un "circolo vizioso" che blocca i territori di media montagna, impedendo loro di stare al passo con i processi di sviluppo o, nella peggiore delle ipotesi, vanificando gli investimenti economici ed umani realizzati una tantum con il sostegno di progettualità e risorse esterne?
A quanto pare sì, visto che un piccolo Comune della Valle d'Aosta ha da poco avviato un progetto finanziato dal Fondo Sociale Europeo con l'obiettivo di "sbloccare" questa situazione, incentivando al contempo soluzioni di turismo integrato in grado di favorire l'avvio e lo sviluppo di nuove attività d'impresa. Da diversi anni infatti il Comune di Saint-Denis (attualmente 361 abitanti che vivono su una superficie di circa 11 Kmq) è oggetto di numerose iniziative orientate ad invertire la tendenza all'abbandono e allo spopolamento che caratterizza le zone rurali di mediamontagna di tutta Europa, attraverso il recupero e la valorizzazione delle specificità e delle risorse disponibili sul suo territorio.
Tali iniziative hanno senza dubbio contribuito significativamente ad innalzare il grado di consapevolezza della popolazione rispetto alle potenzialità del proprio territorio, nonché a favorire alcune importanti scelte strategiche operate dall'amministrazione comunale.
Tuttavia, il Comune di Saint-Denis si trova a fronteggiare una situazione d'impasse, in cui le potenzialità e le aspettative sviluppate e condivise ai vari livelli – popolazione, amministrazione comunale, turista – non riescono a trovare riscontro in azioni concrete di partecipazione e di gestione attiva di queste risorse. Sì perché, pur trattandosi di un territorio al di fuori dei grandi flussi turistici e in posizione decentrata rispetto ai principali poli attrattivi della regione Valle d'Aosta (Courmayeur, La Thuile, Cervinia, Gressoney, Aosta), Saint-Denis presenta risorse storiche economiche, agricole, socio-culturali, naturali piuttosto significative, soprattutto in relazione a quelli che saranno i mainstream progettuali della programmazione 2007-2013.
Sperimentazione di soluzioni infrastrutturali e di riqualificazioni urbanistiche e immobiliari attuate attraverso l'utilizzo di fonti di energia rinnovabile e alternativa; iniziative spontanee ed embrionali di turismo rurale e culturale; un patrimonio ambientale unico in termini di biodiversità, con ambienti xerotermofili e piccole zone umide o praterie acquitrinose arricchite da numerose orchidacee che non hanno eguali per ricchezza di specie in tutta la Valle d'Aosta. Malgrado ciò, ad oggi nessun soggetto è disposto ad "investire" su questo territorio; in altri termini, benché vi siano ormai diversi importanti eventi di richiamo (Festa del vischio, Festa Medioevale) o strutture particolarmente attrattive (Mayen di Lavesé, circuito delle piccole chiese di montagna), risulta difficile per il turista programmare un pernottamento sul territorio per la ridotta e poco organizzata disponibilità di posti letto o sistemi di accoglienza integrata (l'albergo recentemente ha chiuso, le numerose seconde case presenti rimangono inutilizzate quasi per tutto l'anno).
In sintesi, il sistema di accoglienza stenta ad avviarsi in quanto mancano flussi turistici significativi... e viceversa.
Come "rompere" questa situazione d'impasse? Il tentativo del progetto "Rallenta! Saint-Denis ti sta aspettando" è dunque quello di "far leva" sulle risorse imprenditoriali della comunità locale, insistendo in particolare sul dialogo e sulla collaborazione tra pubblico-privato. Responsabilizzando da un lato gli attori che sono intervenuti a vario titolo sul territorio comunale, ed inserendo dall'altro il Comune in reti tematiche che diffondano e valorizzino il patrimonio a disposizione e le sue specificità, i partner del progetto stanno cercando di sviluppare un sistema di domanda (tematiche specifiche)/offerta (eventi coordinati e calendarizzati congiuntamente) che consenta a medio termine di rendere economicamente "interessante" per la popolazione e per gli imprenditori locali investire su questo territorio.
Un intervento sostanzialmente di metodo, quindi, che è stato recentemente condiviso con i partner del progetto Interreg IIIC "Euromountains.net" nel quadro del seminario tematico "Le rôle des collectivités territoriales dans le développement et la promotion des produits de montagne de qualité" organizzato dall'associazione Euromontana lo scorso maggio in Norvegia.
L'interesse dimostrato nei confronti dell'iniziativa di Saint-Denis conferma che la necessità di "sbloccare" situazioni analoghe è diffusa su tutto il territorio montano della Comunità europea; un confronto allargato sulle soluzioni adottate nelle varie regioni europee, oltre che indispensabile, potrebbe probabilmente incentivare un'azione strategica più robusta e concertata tanto a livello regionale che europeo.

I PARTNER E LE TEMATICHE DEL PROGETTO
- Associazione Energaia
fonti di energia rinnovabile e alternativa (www.energaia.info)
- Associazione “Il Maniero di Cly”
turismo culturale
- Associazione Lo Van
turismo rurale (www.turismoruralevda.it) e imprenditorialità femminile
- Cooperativa Rhiannon
didattica ambientale (cooprhiannon@tiscalinet.it )
- Euromontana
associazione europea per la cooperazione e lo sviluppo dei territori di montagna (www.euromontana.org)
- Fédération des coopératives valdôtaines
consulenza sull'avvio di impresa (www.federation.it)

OBIETTIVI E ATTIVITÀ DEL PROGETTO
L'obiettivo generale dell'iniziativa "Rallenta! Saint-Denis ti sta aspettando" è innanzitutto di metodo, ovvero, le risorse presenti (patrimonio ambientale, culturale, ecc) ed operanti (amministrazione, associazionismo, operatori locali, ecc) sul territorio devono essere gestite e gestirsi in modo "imprenditoriale"; devono, cioè, cominciare a creare ricchezza, in un'ottica nuova di attrattività dell’insieme del territorio e di sviluppo di iniziativa imprenditoriale locale.
Il Comune viene quindi affiancato da una "Cabina di regia" (composta da tutti i partner del progetto) che gli suggerisce un metodo e gli propone la sperimentazione di un programma coordinato ed unitario di eventi. La "Cabina di regia" può rappresentare la sperimentazione a livello "embrionale" di quel soggetto (associazionistico, cooperativo, ecc) che successivamente potrebbe gestire in modo imprenditoriale le risorse presenti e/o sviluppate sul territorio.

Alessandro Ottenga

01 agosto 2006

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