Da tutt'Italia a Saint-Denis per la "Festa del Vischio"
La "Festa del Vischio", giunta alla sua ottava edizione, ha messo in luce il vischio, simbolo beneaugurale per il nuovo anno, simbolo di fertilità, di un essere (né animale, né vegetale) libero, che nasce proprio quando l'anno e la sua natura muore. E sono soddisfatti gli organizzatori della manifestazione l'Associazione "Il maniero di Cly", in collaborazione con l'Amministrazione Comunale e la "Pro Loco Château de Cly", che, nonostante il tempo inclemente, con pioggia e freddo, hanno visto il paese di Saint-Denis pacificamente invaso da numerosi visitatori.
Giunti un po' da tutta l'Italia, a partire dai comuni limitrofi, gli appassionati del "genere medioevale e celtico" di Milano, Genova, Padova, Macerata, Bari... con tanto di costumi medioevali, con mantelli neri, pelli di animali, kilt scozzesi, cappelli da folletto e pietre preziose e colorate addosso, hanno raggiunto il "borgo del vischio" per immergersi nella romantica e uggiosa cornice del castello di Cly. Il mercatino del vischio ha avuto i minuti contati, poiché in brevissimo tempo tutti i rametti sono stati acquistati. Il "Vischio d'Oro", il concorso per tutti coloro che hanno esposto il più bel parassita del pino silvestre, è andato quest'anno al bimbo Etienne di Saint-Denis. I primi tre classificati sono stati messi all'asta in beneficenza per "Telethon".
Ormai calata la notte, alle 18, è partita dalla chiesa la fiaccolata verso il grande falò, dove, secondo un antico rituale, è stato bruciato il vischio vecchio, tra i canti della gente. E' seguito un affollatissimo banchetto medievale e verso le 21.30 lo spettacolo pirotecnico, che, malgrado l'acquazzone, ha illuminato per mezz'ora i cieli dell'Immacolata. Nel padiglione il concerto pomeridiano e serale "Madrigali d'Inverno", a cura di "Alice Castle", ha scatenato i balli di gruppo con la gradita idea di mettere a disposizioni due maestri di ballo per animare la sala fino a notte fonda.
E' curioso come il vischio nasca solo nella zona di Saint-Denis. Perché?
Forse per le magie delle streghe... Due generazioni or sono i "torgnolén" - gli abitanti di Torgnon - quando scendevano giù al "plan", a Saint-Denis, andavano a cercare il vischio. Qualche ragazzino intraprendente poi andava fino nelle città di Aosta, di Ivrea o di Torino a vendere questi rametti di cui i cittadini andavano matti.
Nathalie Dorigato



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