La Valle d'Aosta ha i suoi "pozzi di petrolio"
La Valle d'Aosta ha i suoi "pozzi di petrolio": sono rappresentati dall'energia solare che, secondo Lorenzo Frassy dell'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, in Valle d'Aosta potrebbe produrre l'equivalente di 180 litri di gasolio per ogni metro quadro. E' uno dei risultati che è emerso nel corso del convegno intitolato "Le energie del territorio tra presente e futuro" organizzato il 4 novembre a Saint-Denis dall'associazione "Energaia" : «siamo in una situazione particolarmente privilegiata - spiega Frassy - perché, come Saint-Denis può dimostrare, il sole è una risorsa molto interessante e dobbiamo soltanto imparare a sfruttarla».
Durante il convegno si è parlato anche di biomasse e di idrogeno. Proprio quest'ultimo, considerato dagli esperti come reale alternativa, nel breve e medio termine, ai prodotti derivati dal petrolio, in Valle d'Aosta potrebbe essere prodotto esclusivamente con energia rinnovabile: «è una prospettiva molto reale - evidenzia Massimo Santarelli, ricercatore del Politecnico di Torino - in quanto la regione è ricca di fonti idroelettriche che possono essere facilmente utilizzate per produrre idrogeno da fonte rinnovabile, quindi assolutamente pulito, a prezzi anche molto competitivi. Da calcoli che abbiamo effettuato al Politecnico riteniamo che la competitività con il gas naturale e con il petrolio possa raggiunta nel giro di pochi anni considerando anche il "trend" dei costi dei combustibili fossili».
Il convegno è stato aperto da Marco Savoye, presidente dell'associazione "Energaia", nella sua relazione dal titolo "Energia rinnovabile nel quotidiano" ha ribadito l'importanza del contenimento dei consumi evidenziando il progetto di base di un efficace isolamento negli edifici, portando ad esempio la "Casa-clima", un edificio sperimentale a basso consumo realizzato in Trentino - Alto Adige.



1 commenti:
Eccellente iniziativa.
Una riflessione personale.
Il processo di spostamento dell'utilizzo da fonti non rinnovabili a risorse rinnovabili concerne anche aspetti di informazione ancor prima che
culturali. Ottime quindi giornate come queste.
Diffusione di pratiche quali diminuzione dei consumi (isolamento e corretta gestione degli impianti) e autoproduzione energetica (calore e elettricità) sarebbero un passo in avanti epocale, proprio perchè porterebbero ad un risparmio forse silenzioso ma certamente significativo perchè globale. Il percorso è graduale e difficoltoso, passa per una
consapevolizzazione delle proprie responsabilità individuali
all'interno di queste dinamiche, ma l'obiettivo è - per fortuna -
chiaro e univoco.
Complimenti.
By
Anonimo, alle
1:56 AM
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