St. Denis news

01 novembre 2006

"La notte di Halloween" a Cly: molta vita, altro che morti viventi!


Grande successo per "La notte di Hallowen" a Cly. Alle 20.30 di martedì 31 ottobre una lunga fila di curiosi spettatori, trasvestiti da mostri vari, attendeva l'apertura del misterioso castello. Dopo pochi minuti un fantasma completamente vestito di bianco ha aperto il cigolante portone e una fiumana di streghette e stregoni, zombi, scheletri e spettri grandi e piccini ha riempito la corte del maniero.
Addobbata per l'occasione da un inquietante cimitero, la corte era disseminata di tombe, croci e zucche illuminate. Una voce fuori campo ha narrato la leggenda ambientata a Saint Denis delle avventure di una bambina e del suo amico fantasma, contro le streghe cattive.
Al suono dei malefìci strillati dalle streghe una numerosa compagine di zombi si è di colpo risvegliata dalle tombe e ha dato il via ad un suggestivo balletto interpretato dagli abitanti di Saint-Denis, in particolare da bambini e ragazzi coordinati da Nathalie Pelin Baloire, presidente dell'associazione culturale "Il Maniero di Cly". La serata è proseguita con giochi e balletti liberi e una castagnata con biscotti, the e vin brulé a volontà.
Complice un tempo clemente e una luna velata di nebbie, la serata è riuscita e ha divertito molto il pubblico (numerose le presenze milanesi e torinesi) che si è complimento con gli organizzatori dell'associazione, della Pro Loco e della biblioteca di Saint-Denis.
Guido Théodule, primo cittadino di Saint-Denis, in tenuta rigorosamente medioevale, commenta l'iniziativa: «Siamo molto soddisfatti della serata. Questo è il secondo anno che proponiamo "La notte di Hallowen" con un riscontro sempre crescente della manifestazione e delle presenze. Per le prossime edizioni c'è l'idea di mettere in scena uno spettacolo ancora più elaborato, sempre coinvolgendo la popolazione di Saint-Denis, che valorizzi sempre di più il nostro sito storico e i fatti di stregoneria, realmente accaduti a Cly, che hanno segnato il XV secolo».

Nathalie Dorigato